Marcatura CE e sicurezza air fryer

Marcatura CE e sicurezza air fryer

Marcatura CE e sicurezza air fryer: gli obblighi normativi e i rischi nascosti

La crescita del mercato delle friggitrici ad aria, alimentata da una competizione sui prezzi, può portare a situazioni critiche dal punto di vista della sicurezza, come dimostrato da alcuni richiami di massa, se non si presidia adeguatamente questo tema. L’obbligatoria marcatura CE può non essere sufficiente come garanzia di sicurezza reale del prodotto nel tempo. Alcune delle cause alla base di ingenti richiami di prodotto sono difatti conseguenti all’uso prolungato che gli ordinari standard non sempre intercettano. Gli operatori economici che immettono il prodotto sul mercato sono legalmente responsabili anche delle problematiche conseguenti all’uso prolungato.

Ing. Antonio Gargasole

AUTORE: ING. ANTONIO GARGASOLE

Consulente esperto in conformità prodotti no-food.

20 anni di esperienza diretta nella Grande Distribuzione europea.

Aiuto le aziende a prevenire rischi e sanzioni.

Perché la marcatura CE da sola può non bastare?

Comprendere il divario tra la conformità formale, attestata dalla marcatura CE, e la sicurezza reale del prodotto nel tempo è diventato cruciale per mitigare i rischi legali e reputazionali.

Le dinamiche di mercato attuali hanno infatti compromesso la sicurezza di molte friggitrici ad aria, creando una situazione in cui i test standard non riescono più a prevedere tutti gli scenari di guasto.

La competizione sui prezzi ha spinto molti produttori a usare componenti economici e inadeguati, causando guasti gravi che i test standard per la marcatura CE non sempre riescono a prevenire.

Per abbattere i costi di produzione, certi produttori scelgono componenti a rischio, come plastiche di qualità inferiore (ad esempio, Polipropilene – PP, invece di tecnopolimeri più resistenti come PBT o PPS) o parti elettriche sottodimensionate, come relè e microinterruttori.

Queste decisioni, finalizzate a ridurre i costi, sono direttamente correlate a un aumento di guasti critici, come incendi e fusione delle plastiche, documentati dalle notifiche del sistema di allerta rapida dell’UE (Safety Gate).

In questo scenario, la responsabilità e il rischio per i distributori che commercializzano prodotti con il proprio marchio aumentano drasticamente.

Queste pressioni di mercato hanno portato all’emergere di difetti tecnici specifici e ricorrenti che ogni operatore del settore deve conoscere per ulteriormente prevenirli.

Quali sono i 3 difetti di progettazione più pericolosi?

L’analisi dei principali richiami di prodotto non rivela guasti isolati, ma modalità di guasto sistemiche, che si ripetono su modelli e marchi diversi. Conoscere queste vulnerabilità tecniche è il primo passo per costruire un’analisi dei rischi robusta ed efficace.

Analizzando i richiami di massa, emergono tre criticità ricorrenti:

  1. deformazione delle plastiche con rischio di incendio
  2. saldatura dei microinterruttori di sicurezza
  3. surriscaldamento delle connessioni elettriche.

1. Deformazione termica e incendio

Il calore intenso generato durante il funzionamento può deformare le plastiche interne, specialmente se di bassa qualità.

Questa deformazione restringe o blocca i canali di ventilazione, riducendo il flusso d’aria necessario a raffreddare la resistenza. Si innesca così un ciclo di thermal runaway: la temperatura interna sale, la plastica si deforma ulteriormente, il flusso d’aria si blocca del tutto e il surriscaldamento porta all’incendio.

2. Guasto degli interruttori di sicurezza

Il microinterruttore di sicurezza deve interrompere l’alimentazione quando il cestello viene rimosso.

Tuttavia, l’ambiente interno, saturo di vapori d’olio e umidità, può contaminare i contatti elettrici dello switch. Questa contaminazione può provocare la fusione e la saldatura dei contatti, bloccando l’interruttore in posizione “ON”.

Di conseguenza, la resistenza rimane attiva anche a cestello estratto, surriscaldando le parti in plastica e creando un grave rischio di incendio e shock elettrico.

3. Surriscaldamento delle connessioni elettriche

Connettori elettrici fissati in modo non corretto generano un aumento anomalo della resistenza elettrica nel punto di collegamento.

Al passaggio di correnti elevate, questa resistenza genera un calore intenso e localizzato. Il calore può fondere l’isolante dei cavi e innescare l’incendio dei materiali plastici circostanti: un difetto che ha causato il richiamo di milioni di unità.

Per superare questa criticità, l’industria sta progressivamente adottando soluzioni più robuste come morsettiere ceramiche, saldature a punto o connettori a molla che compensano le dilatazioni termiche.

Il processo di marcatura CE si basa su norme armonizzate specifiche progettate per prevenire tali rischi.

Cosa verificano le norme di sicurezza EN 60335?

La sicurezza elettrica delle friggitrici ad aria è regolata principalmente dalla Direttiva Bassa Tensione (LVD) 2014/35/EU.

La conformità a questa direttiva viene presunta attraverso l’applicazione di norme tecniche armonizzate, in particolare la serie EN 60335. Queste norme costituiscono la base tecnica per la marcatura CE, definendo i test che un prodotto deve superare per essere considerato sicuro.

Le norme EN 60335-1 e EN 60335-2-9 sono la base per la marcatura CE secondo la direttiva LVD. Definiscono test cruciali su surriscaldamento, funzionamento anomalo e sicurezza elettrica, ma la loro applicazione su prodotti nuovi potrebbe non bastare.

Le norme EN 60335-1 (requisiti generali) ed EN 60335-2-9 (requisiti particolari per apparecchi di cottura) si concentrano sulla prevenzione dei principali rischi. I test chiave includono:

  • Limiti di temperatura: La norma stabilisce le temperature massime che le superfici esterne possono raggiungere durante l’uso per evitare ustioni. Tuttavia, permette temperature più elevate a condizione che sul prodotto sia presente l’apposito simbolo di “superficie calda”. Questo è un punto critico: taluni produttori abusano di questa deroga per evitare i costi di un isolamento termico più efficace, accelerando di fatto l’invecchiamento delle plastiche e aumentando il rischio di ustioni.
  • Funzionamento anomalo: Questo è uno dei test più critici. Simula condizioni di guasto reali, come l’ostruzione delle prese d’aria, il blocco della ventola o il cortocircuito di un termostato, per verificare che l’apparecchio non diventi pericoloso e che i sistemi di protezione intervengano correttamente.
  • Test di traboccamento di liquidi: Questa prova verifica che eventuali liquidi, come il grasso caldo che può fuoriuscire durante la cottura, non entrino in contatto con parti elettriche in tensione, prevenendo così rischi di cortocircuito e shock elettrico.

Tuttavia, questi test vengono spesso eseguiti su unità nuove di fabbrica e potrebbero non cogliere i rischi derivanti dal degrado dei materiali e dei componenti dopo un uso prolungato.

GPSR: Cosa cambia per importatori e distributori?

Per colmare questo tipo di lacune, il Regolamento Generale sulla Sicurezza dei Prodotti (GPSR, EU 2023/988), funge da “rete di sicurezza” complementare applicabile anche a prodotti marcati CE su tipi di rischio non contemplati dagli standard specifici.

Per colmare questo tipo di lacune, il Regolamento Generale sulla Sicurezza dei Prodotti impone un approccio proattivo.

Il GPSR impone di redigere un’analisi dei rischi che copra l’intero ciclo di vita del prodotto: dalla progettazione e produzione, all’uso da parte del consumatore (uso previsto e usi impropri ragionevolmente prevedibili), fino alle fasi post-vendita come manutenzione, riparazione e smaltimento.

In tale ottica, i rischi conseguenti all’uso prolungato (esempio: accumuli interni di grasso aerosolizzato che col tempo carbonizzano diventando combustibile solido) o il possibile uso improprio (esempio: foglio di carta forno a contatto con la resistenza interna) devono essere tenuti in considerazione nell’ambito dell’approccio “olistico” alla sicurezza richiesto dal GPSR.

Nota: L’uso del termine “air fryer” nel presente articolo è da intendersi in senso puramente descrittivo per indicare la categoria merceologica delle friggitrici ad aria.

Domande Frequenti (FAQ)

Sono un importatore, il certificato CE del fornitore cinese mi protegge?

No, il certificato non basta. L’importatore è legalmente tenuto a possedere un fascicolo tecnico completo che includa anche una specifica analisi dei rischi. Diventa così direttamente e legalmente responsabile della sicurezza del prodotto e non può delegare questa responsabilità al fornitore non-UE.

Qual è il rischio più sottovalutato nelle friggitrici ad aria?

L’accumulo di grasso aerosolizzato. Durante la cottura, questo grasso si deposita sulla resistenza e sui componenti interni, carbonizzando e diventando un combustibile. Questo rischio di incendio, non coperto dai test standard, può agire come un vero e proprio accelerante d’incendio.

Se vendo una friggitrice ad aria con il mio marchio, chi ne è legalmente responsabile?

Il titolare del marchio. Apponendo il proprio brand, si assume legalmente lo status e tutte le responsabilità del “Fabbricante” secondo la legislazione UE (LVD, GPSR). La responsabilità non può essere delegata al produttore originale.

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