Sicurezza Prodotti E-commerce: L’UE Ridefinisce le Regole per le Importazioni Extra-UE
Fine della “terra di nessuno” regolatoria
L’ascesa esponenziale dell’e-commerce ha introdotto una trasformazione radicale nei modelli di consumo e di business. Se da un lato ha democratizzato l’accesso a un mercato globale, dall’altro ha generato una vasta “zona grigia” normativa, sfruttata da operatori extra-UE per immettere nel Mercato Unico prodotti a basso costo che eludono sistematicamente il complesso e oneroso quadro di conformità europeo.
Questa asimmetria competitiva ha creato una distorsione del mercato a danno delle imprese europee e, soprattutto, ha esposto i consumatori a crescenti rischi per la sicurezza. Con la risoluzione del 9 luglio 2025, il Parlamento Europeo pone le basi per una profonda riforma strategica della sicurezza dei prodotti nell’e-commerce e della gestione delle importazioni extra UE.
Criticità e rischi del modello attuale
Per comprendere la portata della risoluzione, è essenziale analizzare le criticità sistemiche che essa intende risolvere. Un flusso quotidiano di circa 12 milioni di spedizioni a basso valore, prevalentemente dalla Cina, ha messo in crisi i meccanismi di controllo tradizionali.
Le conseguenze dirette sono state:
- Non Conformità Diffusa: Una quota allarmante di prodotti importati tramite piattaforme online viola sistematicamente le normative sulla sicurezza prodotti e-commerce. Esempi: Regolamento REACH (sostanze chimiche), marcatura CE, Direttiva Giocattoli (2009/48/CE), Direttive sulle apparecchiature elettriche (LVD/EMC/RoHS), Regolamento Cosmetici (Reg. 1223/2009).
- Elusione Doganale e Fiscale: La franchigia doganale per spedizioni di valore inferiore a 150 euro (regime de minimis) è stata sfruttata in modo massiccio, incentivando la deliberata sottovalutazione delle merci e privando l’UE di miliardi di euro di entrate.
- Vuoto di Responsabilità: In caso di prodotto non sicuro, identificare un operatore economico responsabile e legalmente perseguibile all’interno dell’UE è spesso impossibile. Il venditore extra-UE è difficilmente raggiungibile e le piattaforme si sono a lungo definite come semplici intermediari passivi.
La riforma europea per la sicurezza prodotti e-commerce
Il Parlamento Europeo interviene su questi punti con un approccio multi-livello, integrando strumenti normativi già esistenti come il Digital Services Act (DSA) e il Regolamento Generale sulla Sicurezza dei Prodotti (GPSR).
I pilastri della nuova strategia sono:
- Abolizione della Soglia de minimis di 150 Euro: Una misura chiave per eliminare l’incentivo all’elusione e sottoporre tutte le merci agli stessi controlli.
- Introduzione dell’Importatore Presunto (“Deemed Importer”): Le piattaforme di e-commerce che facilitano la vendita a distanza da parte di un operatore extra-UE verso un consumatore UE vengono considerate esse stesse importatori ai fini della normativa sulla sicurezza del prodotto.
- Potenziamento della Vigilanza Doganale: Attraverso la creazione di un hub di dati doganali europeo (EUCA) e l’impiego di tecnologie di intelligenza artificiale per un’analisi del rischio più efficace e mirata.
- Implementazione del Passaporto Digitale di Prodotto (DPP): Uno strumento essenziale, previsto dal nuovo Regolamento (UE) 2024/1781 Ecodesign (ESPR), per garantire la piena tracciabilità e la verifica della conformità di un prodotto lungo tutta la catena di approvvigionamento.
- Logistica Intra-UE: Incentivare i grandi venditori extra-UE a utilizzare magazzini all’interno dell’Unione, consentendo controlli doganali e di vigilanza del mercato su stock di merci prima che queste vengano parcellizzate e spedite ai singoli consumatori.
Il “deemed importer”: una svolta nella catena di responsabilità
Il concetto di “importatore presunto” rappresenta la vera rivoluzione di questo nuovo approccio. Secondo il Regolamento (UE) 2023/988 (GPSR), la responsabilità della conformità di un prodotto ricade sul fabbricante o, se questo è extra-UE, sul suo importatore stabilito nell’Unione.
Rendendo la piattaforma online un “deemed importer”, l’onere della conformità per la sicurezza prodotti e-commerce viene trasferito su un soggetto giuridico presente e operante nell’UE, che diventa così direttamente responsabile.
In termini operativi, questo significa che la piattaforma dovrà:
- Verificare la Conformità: Assicurarsi attivamente che i prodotti venduti tramite i suoi servizi posseggano la documentazione tecnica richiesta (es. Fascicolo Tecnico, Dichiarazione di Conformità UE).
- Garantire la Tracciabilità: Rispettare gli obblighi di tracciabilità del DSA e del GPSR, assicurando che le informazioni sul venditore reale siano complete e verificate.
- Cooperare con le Autorità: Rispondere alle richieste delle autorità di vigilanza del mercato, eseguire ordini di rimozione dei prodotti non sicuri e informare i consumatori in caso di richiamo.
Se la piattaforma non adempie a questi obblighi, potrà essere ritenuta direttamente responsabile per i danni causati dal prodotto difettoso, come previsto dalla nuova Direttiva (UE) 2024/2853 sulla Responsabilità da Prodotto (PLD).
Implicazioni strategiche per gli operatori economici
Questa evoluzione normativa impone un radicale cambio per tutti gli attori coinvolti:
- Produttori e Distributori UE: Beneficeranno di un riequilibrio del sistema. L’aumento degli oneri di conformità per gli operatori extra-UE e per le piattaforme ridurrà il gap di costo, valorizzando la qualità e la sicurezza prodotti e-commerce di provenienza europea.
- Piattaforme e Marketplace: Non potranno più operare come intermediari “neutrali”. Dovranno implementare processi di due diligence robusti sui venditori e sui prodotti offerti.
- Importatori e Fornitori di Servizi Logistici: Il modello basato su milioni di piccoli pacchi a basso valore è destinato a diventare antieconomico. Si apriranno nuove opportunità per modelli di business basati sull’importazione massiva e lo stoccaggio in magazzini UE, dove la merce può essere controllata prima dell’immissione sul mercato.
L’Europa ha intrapreso un percorso deciso per integrare pienamente il fenomeno dell’e-commerce transfrontaliero nel proprio quadro giuridico, mettendo la sicurezza dei prodotti e la tutela dei consumatori al centro della sua strategia. Non si tratta di un atto protezionistico, ma di una necessaria estensione dei principi del Mercato Unico.
Testo Ufficiale del Parlamento Europeo