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Nuovo codice doganale UE 2026/2108: cosa cambia per chi importa prodotti

Merci importate e documentazione di conformità in controllo doganale, nuovo codice doganale dell'Unione

Il nuovo codice doganale dell’Unione è il Regolamento (UE) 2026/2108, pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea del 19 settembre 2026. Sostituisce il Reg. (UE) n. 952/2013, cioè il codice del 2013. Si applica in generale dal 21 settembre 2027. Per chi importa prodotti di consumo da paesi terzi la novità di fondo riguarda la conformità. Davanti alla dogana l’importatore deve garantire anche il rispetto della normativa di prodotto e conservare le scritture che lo attestano.

Nelle vendite online da paesi terzi diventa importatore chi vende oppure chi facilita la vendita. Sulle merci vendute a distanza si applicherà una tassa di gestione di importo fisso per articolo. Dal 1° luglio 2028 le autorità di vigilanza del mercato potranno usare i dati del nuovo centro doganale digitale dell’UE. Le sanzioni restano nazionali, con un elenco minimo di violazioni comune a tutti gli Stati membri.

Norma
Regolamento (UE) 2026/2108 del 16 settembre 2026che abroga il Reg. (UE) n. 952/2013
In vigore dal
20 settembre 2026
Applicazione generale
21 settembre 2027
Vendite a distanza nel centro doganale digitale
Dal 1° luglio 2028
Centro doganale digitale per tutti gli importatori
Facoltativo dal 1° marzo 2031obbligatorio dal 1° marzo 2034
Tassa di gestione sulle vendite a distanza
Importo fisso per articolostabilito con atto delegato della Commissione
Sanzioni
Stabilite dagli Stati membricon minimi comuni per le violazioni sistematiche nelle vendite a distanza
Ing. Antonio Gargasole

AUTORE: ING. ANTONIO GARGASOLE

Consulente esperto in conformità prodotti no-food.

20 anni di esperienza diretta nella Grande Distribuzione europea.

Aiuto le aziende a prevenire rischi e sanzioni.

Che cosa cambia con il nuovo codice doganale?

Il Reg. (UE) 2026/2108 sostituisce per intero il codice doganale del 2013. Istituisce anche l’Autorità doganale dell’Unione europea (con sede a Lille) e il centro doganale digitale dell’UE, la piattaforma unica per lo scambio di dati con le autorità doganali e fra di esse.

Per chi importa prodotti di consumo il cambiamento principale riguarda il ruolo della dogana nella conformità dei prodotti. Il codice chiama «altre normative applicate dalle autorità doganali» le norme non doganali nella cui attuazione sono coinvolte le dogane e che si applicano alle merci in entrata, in uscita o in transito o alle merci destinate al mercato dell’Unione. Il codice vi comprende espressamente la normativa sulla sicurezza dei prodotti. La Commissione redige e pubblica sul proprio sito un elenco integrato degli atti dell’Unione che fissano prescrizioni per le merci soggette a controlli doganali.

Quali obblighi ha l’importatore secondo il nuovo codice doganale?

Il codice stabilisce gli obblighi dell’importatore verso le autorità doganali. C’è un solo importatore alla volta. L’importatore:

  • Fornisce o mette a disposizione delle dogane, prima dello svincolo delle merci, le informazioni richieste per il regime doganale e le conserva
  • Garantisce il pagamento dei dazi e degli altri oneri dovuti
  • Garantisce che le merci in entrata siano conformi alle altre normative applicate dalle dogane, fornisce o mette a disposizione scritture adeguate che attestano questa conformità e le conserva
  • Comunica alle dogane i movimenti sospetti o le manipolazioni non autorizzate delle merci di cui è a conoscenza
  • Adempie gli altri obblighi che la normativa doganale gli assegna

Il codice non elenca quali scritture siano adeguate. Chiede che attestino la conformità delle merci alla normativa che si applica loro. Ai fini dei controlli doganali documenti e informazioni si conservano per almeno tre anni dalla fine dell’anno dello svincolo, salvo disposizioni diverse.

Le merci destinate al mercato dell’Unione sono vincolate al regime di immissione in libera pratica. Fra le condizioni del regime c’è la conformità delle merci alle altre normative pertinenti. Per questo regime i dati forniti alla dogana indicano almeno:

  • L’importatore responsabile delle merci, il venditore e l’acquirente
  • Il produttore (il fabbricante secondo la normativa di prodotto) e il fornitore del prodotto se diverso
  • L’operatore economico responsabile nell’Unione previsto dal regolamento sulla vigilanza del mercato e dal regolamento sulla sicurezza generale dei prodotti (GPSR, Reg. (UE) 2023/988)
  • Valore, origine, classificazione tariffaria e descrizione delle merci, con il riferimento e l’ubicazione della spedizione
  • L’elenco delle altre normative pertinenti applicate dalle dogane

Che cosa succede in dogana se il prodotto non è conforme?

Per il nuovo codice doganale lo svincolo delle merci non è una prova di conformità. Le dogane rifiutano lo svincolo se dispongono di qualsiasi prova che le merci non rispettano le altre normative pertinenti. Lo sospendono se hanno motivo di ritenere che le merci non siano conformi o che presentino un grave rischio per la salute, per l’ambiente o per un altro interesse pubblico. Lo sospendono anche su richiesta di un’altra autorità competente.

Durante la sospensione le dogane consultano le autorità competenti e decidono in base alla loro risposta. Se queste chiedono il rifiuto, le dogane rifiutano lo svincolo. Se lo approvano, le merci sono svincolate. Le merci sono svincolate anche quando le autorità non rispondono entro il termine previsto dalla normativa di settore o, in mancanza di un termine, entro cinque giorni. Se le autorità chiedono più tempo per valutare la conformità, la sospensione dura al massimo 90 giorni.

Una non conformità accertata può pesare anche su altre spedizioni. Le dogane valutano se merci di altre spedizioni presentano un rischio analogo. In quel caso possono considerarle non conformi o rifiutarne lo svincolo. La regola non si applica se l’importatore fornisce la prova della conformità delle merci non verificate. Le non conformità notificate alle dogane entrano inoltre nel profilo di rischio dell’importatore.

Le spese di trasporto e di manipolazione per l’esame delle merci sono a carico dell’importatore. I costi della distruzione e delle altre misure di rimozione delle merci che non possono essere svincolate sono a carico dell’importatore o del titolare delle merci.

Importatore doganale e importatore del GPSR sono la stessa persona?

Non sempre. Fuori dalle vendite a distanza il codice individua l’importatore applicando, nell’ordine, questi criteri:

  • Chi ha il potere di decidere e ha deciso che le merci provenienti da un paese terzo siano introdotte nel territorio doganale dell’Unione
  • Chi ha assunto questo potere dalla persona precedente
  • Chi succede a quest’ultima e ha deciso di vincolare le merci a un regime doganale
  • Il trasportatore che introduce le merci nel territorio doganale dell’Unione
  • Il titolare delle merci, cioè chi ne ha il controllo fisico

Per il GPSR, invece, l’importatore è la persona fisica o giuridica stabilita nell’Unione che immette sul mercato dell’Unione un prodotto originario di un paese terzo. I criteri sono diversi, perché il codice guarda a chi decide l’introduzione delle merci nel territorio doganale e il GPSR a chi immette il prodotto sul mercato. Una differenza evidente riguarda la sede. Il codice doganale ammette in alcuni casi un importatore non stabilito nell’Unione, per esempio quando è rappresentato da un rappresentante doganale indiretto stabilito nell’Unione. Per il GPSR l’importatore è sempre stabilito nell’Unione.

Anche i dati per l’immissione in libera pratica distinguono l’importatore responsabile delle merci dall’operatore economico responsabile nell’Unione previsto dal GPSR. Questo operatore può essere:

  • Il fabbricante stabilito nell’Unione
  • L’importatore
  • Il rappresentante autorizzato
  • Il fornitore di servizi di logistica

Gli obblighi dell’importatore secondo il GPSR sono descritti nella pagina Obblighi dell’importatore nel Regolamento (UE) 2023/988 (GPSR).

Che ruolo hanno spedizionieri e rappresentanti doganali?

Quando uno spedizioniere agisce come rappresentante doganale indiretto, il nuovo codice doganale gli attribuisce gli obblighi dell’importatore verso la dogana, compreso il rispetto delle altre normative applicate dalle dogane. La rappresentanza è diretta quando il rappresentante agisce in nome e per conto di un’altra persona. È indiretta quando agisce in nome proprio ma per conto di un’altra persona. La posizione del rappresentante indiretto dipende dalla sede dell’importatore:

  • Se agisce per un importatore stabilito nell’Unione, è responsabile in solido con l’importatore per tutti gli obblighi dell’importatore, compresa la conformità delle merci
  • Se agisce per un importatore non stabilito nell’Unione, è considerato l’importatore ai fini degli stessi obblighi

Il rappresentante doganale è stabilito nell’Unione. Per operare in uno Stato membro diverso dal proprio deve avere lo status di operatore economico autorizzato per le semplificazioni doganali oppure quello di operatore economico di fiducia e certificato. Lo stesso vale per vincolare all’immissione in libera pratica merci vendute a distanza.

Chi è l’importatore nelle vendite online da paesi terzi?

Nelle vendite a distanza di merci importate da paesi terzi l’importatore è l’importatore per le vendite a distanza. Il nuovo codice doganale lo definisce come la persona che fornisce merci mediante vendite a distanza o la persona che facilita le vendite a distanza. Secondo i considerando è importatore, a seconda degli accordi conclusi, chi vende o chi facilita la vendita. In questo modo l’importatore è un operatore economico e non il consumatore.

Un venditore non stabilito nell’Unione può essere importatore se è rappresentato da un rappresentante doganale indiretto stabilito nell’Unione. Per le vendite a distanza il rappresentante deve avere lo status di operatore economico autorizzato per le semplificazioni doganali oppure quello di operatore economico di fiducia e certificato.

Dal 1° luglio 2028 gli importatori per le vendite a distanza e chi usa lo sportello unico per le importazioni (regime IOSS) forniscono i dati attraverso il centro doganale digitale. Dalla stessa data esiste il deposito doganale per le vendite a distanza, riservato agli importatori per le vendite a distanza che usano il regime IOSS e hanno lo status di operatore economico di fiducia e certificato. Possono usarlo anche i loro rappresentanti indiretti. Le merci vi entrano solo se sono già conformi alle altre normative applicabili all’immissione in libera pratica. La sicurezza dei prodotti venduti online è trattata anche nella pagina Sicurezza prodotti e-commerce.

Che cos’è la tassa di gestione dell’Unione?

La tassa di gestione dell’Unione si applica alla richiesta di immissione in libera pratica delle merci vendute a distanza. È un importo fisso per articolo. Per il codice l’articolo è l’insieme delle merci di una spedizione con la stessa classificazione tariffaria, la stessa descrizione e, quando richiesta, la stessa origine.

L’importo corrisponde ai costi approssimativi dei servizi resi dalla dogana, fra cui la verifica dei dati, l’analisi dei rischi e i controlli. È più basso per le merci vendute da un deposito doganale per le vendite a distanza e non è rimborsabile. La paga il debitore dell’obbligazione doganale almeno una volta al mese.

L’importo è stabilito dalla Commissione con un atto delegato. Il codice ne prevedeva l’adozione entro il 29 settembre 2026. La tassa si applica dieci giorni dopo l’entrata in vigore di quell’atto. All’11 ottobre 2026 l’atto delegato non risulta pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

Che cosa vedranno le autorità di vigilanza del mercato?

Dal 1° luglio 2028 le autorità di vigilanza del mercato possono trattare i dati del centro doganale digitale, compresi dati personali e commercialmente sensibili. Possono farlo solo nella misura necessaria a far rispettare le norme dell’Unione sull’immissione sul mercato e sulla sicurezza dei prodotti. Possono usarli anche per cooperare con le dogane e ridurre al minimo il rischio che merci non conformi entrino nell’Unione.

La cooperazione funziona anche nell’altro senso. Se una dogana sospetta che le merci non siano conformi a un’altra normativa applicata dalle dogane, condivide subito l’informazione con le autorità competenti. Il centro doganale digitale consentirà inoltre di segnalare le merci da importare o da esportare non conformi alla normativa dell’Unione applicata dalle dogane.

Perché la conformità dei prodotti conta per le agevolazioni doganali?

Per ottenere lo status di operatore economico autorizzato, che dà agevolazioni nei controlli doganali, il richiedente non deve avere commesso violazioni gravi o ripetute delle altre normative applicate dalle dogane, se l’autorità ne è a conoscenza. Deve inoltre dimostrare procedure soddisfacenti per i requisiti di quelle normative, compresa la normativa sulla sicurezza dei prodotti. Deve anche aver posto rimedio efficace a ogni non conformità.

Il nuovo codice doganale prevede anche lo status di operatore economico di fiducia e certificato (operatore «Trust and Check»). Possono chiederlo importatori, esportatori e rappresentanti indiretti stabiliti nell’Unione con operazioni doganali regolari da almeno due anni. Fra i criteri ci sono standard di sicurezza e conformità che comprendono la sicurezza dei prodotti. Serve anche un sistema elettronico che rende disponibili alle dogane, il più possibile in tempo reale, i dati sui movimenti delle merci e sul rispetto dei requisiti applicabili.

L’operatore di fiducia e certificato può, fra l’altro, differire il pagamento dei dazi e svincolare le merci per conto delle dogane al loro arrivo nella sede dell’importatore, del proprietario o del destinatario. Lo status è sospeso se le dogane vengono a conoscenza di una violazione delle altre normative che l’importatore deve rispettare.

Quali sanzioni prevede il nuovo codice doganale?

Le sanzioni restano nazionali. Il codice fissa un elenco minimo di violazioni che ogni Stato membro deve sanzionare e lascia agli Stati la possibilità di prevederne altre o di adottare misure più severe. Gli Stati membri notificano le proprie norme alla Commissione entro il 19 marzo 2028.

Fra le violazioni minime c’è il mancato rispetto degli obblighi dell’importatore, compreso quello di garantire e documentare la conformità delle merci alle altre normative. Nella scelta della sanzione si tiene conto, fra l’altro, della gravità e della ripetizione della violazione. Contano anche il dolo o la negligenza e la cooperazione con la dogana. Le sanzioni possono consistere in:

  • Un onere pecuniario
  • La revoca, la sospensione o la modifica di un’autorizzazione
  • La confisca delle merci coinvolte nella violazione
  • Un avvertimento o un’altra sanzione

Per le vendite a distanza il codice fissa minimi comuni per l’inosservanza sistematica. È sistematica l’inosservanza che, nell’arco di un mese di calendario, emerge in un numero di casi sufficientemente rappresentativo su un numero sostanziale di controlli doganali. Le soglie sono fissate dalla Commissione con un atto delegato, previsto entro il 1° marzo 2028. Le sanzioni minime sono:

  • Prima violazione sistematica, almeno un onere pecuniario fra l’1% e il 4% del valore totale delle merci importate nell’Unione dall’operatore nei 12 mesi precedenti, con sospensione, revoca o annullamento degli status di operatore economico autorizzato o di fiducia e certificato
  • Nuova violazione sistematica entro sei mesi, almeno un onere pecuniario fra il 3% e il 6% dello stesso valore
  • Ulteriore violazione sistematica entro altri sei mesi, almeno un onere pecuniario fra il 3% e il 6% dello stesso valore, sospensione dello svincolo di tutte le merci dell’operatore per almeno sei mesi e, se del caso, limitazione temporanea dell’accesso alla sua interfaccia online

L’operatore sanzionato per violazione sistematica è classificato come operatore economico ad alto rischio nel centro doganale digitale.

Domande frequenti (FAQ)

Da quando si applica il nuovo codice doganale?

Il Reg. (UE) 2026/2108 è in vigore dal 20 settembre 2026 e si applica in generale dal 21 settembre 2027. Le norme sui dati delle vendite a distanza si applicano dal 1° luglio 2028. Il centro doganale digitale diventa obbligatorio per tutti gli importatori dal 1° marzo 2034.

Il nuovo codice doganale cambia i requisiti di sicurezza dei prodotti?

No. I requisiti restano quelli della normativa di prodotto, come il GPSR. Il codice obbliga l’importatore a garantire alla dogana che le merci li rispettino e a conservare le scritture che lo attestano.

Lo svincolo in dogana dimostra che il prodotto è conforme?

No. Per il codice lo svincolo delle merci non è una prova di conformità. Le dogane possono controllare le merci anche dopo lo svincolo e rimuovere quelle risultate non conformi alle condizioni dello svincolo.

Un venditore extra UE può essere importatore ai fini doganali?

Sì, se è rappresentato da un rappresentante doganale indiretto stabilito nell’Unione. In questo caso il rappresentante è considerato l’importatore per gli obblighi verso la dogana, compresa la conformità delle merci. Nelle vendite a distanza il rappresentante deve avere anche lo status di operatore economico autorizzato per le semplificazioni doganali oppure quello di operatore economico di fiducia e certificato.

Quali sanzioni rischia l’importatore?

Le sanzioni le stabilisce ogni Stato membro, ma il mancato rispetto degli obblighi dell’importatore è fra le violazioni che tutti devono sanzionare. Per l’inosservanza sistematica nelle vendite a distanza il codice fissa un onere minimo fra l’1% e il 4% del valore delle merci importate nei 12 mesi precedenti. In caso di nuova violazione entro sei mesi l’onere minimo sale fra il 3% e il 6%.

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